La circolare Gabrielli sulla sicurezza dei grandi eventi

Le linee guida per la sicurezza da adottare in occasione dei grandi eventi previste dalla circolare del 25 maggio e gli interventi tecnici e procedurali specifici per metterle in pratica. Di Adalberto Biasiotti.

Offriamo i nostri lettori un sintesi di questa circolare, che secondo alcuni è giunta un poco in ritardo, rispetto ad altre iniziative adottate in altri paesi europei.

Anche se il testo della circolare non è stato pubblicizzato, sono comunque stati resi disponibili alcuni estratti, che meritano un attento esame della da parte di tutti coloro coinvolti in queste iniziative.

Riportiamo alcune parti significative della circolare, che prevede:

  • previsione di un’adeguata protezione nelle aree interessate dall’evento, attuando attenti controlli con frequenti ed accurate ispezioni e verifiche, soprattutto nei luoghi in cui più facilmente possono essere celate insidie, mediante l’ausilio di personale specializzato di adeguate attrezzature tecnologiche;
  • individuazione di nuove aree di rispetto e pre-filtraggio, al fine di realizzare, i controlli sulle persone,  valutando se possibile l’adozione di impedimenti, anche fisici, all’accesso di veicoli alle aree pedonali;
  • opportuna sensibilizzazione degli operatori impiegati nei vari servizi, affinché mantengano un elevato e costante il livello di attenzione e professionalità, con appropriate ed adeguate misure di autotutela, specie a salvaguardia della propria ed altrui incolumità.

In tale cornice ed alla luce dell’attuale scenario internazionale, si rende necessario che gli organizzatori degli eventi, alla stregua del collaudato modello organizzativo previsto per le manifestazioni calcistiche, fornisca un adeguato contributo all’integrazione delle misure pianificate, mediante il concorso nel dispositivo di un servizio di Stewart calibrato in relazione alle esigenze, che sa che la partnership tra pubblico e privato, in un’ottica di gestione partecipata della sicurezza.

Capo della polizia direttore generale di pubblica sicurezza Gabrielli

Vediamo come questi tre paragrafi possono essere tradotti in interventi tecnici e procedurali specifici.

Tanto per cominciare, il primo paragrafo fa evidentemente riferimento alla possibilità che possano essere nascosti degli ordigni  terroristici nelle vicinanze di luoghi dove si organizzano manifestazioni di massa.

Per porre rimedio a questo rischio occorre avere a disposizione squadre di artificieri, oppure unità cinofile specializzate nell’individuazione di esplosivi, in modo che sia possibile effettuare una verifica preventiva delle zone a rischio. È questa una misura di sicurezza che fin da adesso, nell’ambito di grandi eventi non a pagamento, ma non è praticamente mai stata adottata.

Il secondo capoverso fa riferimento al fatto che l’accesso alle aree, dove si svolgerà la manifestazione, deve essere tenuto sotto controllo, sia nei confronti delle persone, sia nei confronti degli automezzi.

Ciò significa che per tenere sotto controllo le persone devono essere allestiti  varchi con misure di sicurezza, come ad esempio rivelatori di metallo e, in caso estremo, apparati radiogeni, mentre per bloccare l’accesso agli automezzi occorre installare dispositivi di arresto, che non possono essere certo dissuasori fissi o mobili, per la tempistica necessaria per la installazione di questi apparati. Dovranno essere utilizzati dei dissuasori mobili, aventi caratteristiche tecniche tali da consentire la posa in opera e l’allontanamento con relativa rapidità. Ricordo al proposito che il comitato europeo, che ha sviluppato delle normative CPTED, già messo a disposizione una norma avente proprio questo obiettivo.

Infine, il terzo capoverso prende in esame la formazione degli operatori, che non sempre raggiunge livelli soddisfacenti e soprattutto verificati in modo oggettivo. Sappiamo tutti che non basta che un soggetto dichiari di aver partecipato ad corso di formazione, ma occorre verificare i contenuti del corso, i docenti, le tecniche di apprendimento e gli strumenti con i quali è stata verificata la efficacia dell’apprendimento.

Da quanto sopra illustrato, appare evidente che le misure illustrate in questa circolare non fanno altro che ribadire uno standard qualitativo, che è ben noto a chiunque si occupi di sicurezza, sia con riferimento ad eventi, sia con riferimento ad altri contesti.

È da apprezzare, in questa circolare il fatto che essa è orientata a garantire la adozione ed il rispetto di tutt’una serie di misure afferenti alla safety, ma anche alla security, necessariamente integrate, come dovrebbe accadere in qualsiasi contesto aziendale di buon livello.

La circolare prosegue poi con le indicazioni afferenti ad ulteriori parametri di valutazione del sito, come ad esempio:

  • l’adozione di percorsi di accesso all’area e in grado di garantire il deflusso  del pubblico,
  • piani di emergenza ed evacuazione, supportati da mezzi antincendio posizionati in zone strategiche,
  • la suddivisione in settori dell’area di affollamento, con previsione di corridori centrali e perimetrali per facilitare l’intervento dei mezzi di soccorso,
  • un piano di impiego di personale di supporto, che prevede un numero di operatori adeguato al numero dei  visitatori presenti, con compiti di accoglienza, trattamento, regolamentazione dei flussi e gestione delle procedure di evacuazione,
  • devono anche essere previsti degli spazi di soccorso, assistenza e ovviamente deve essere prevista un’adeguata assistenza sanitaria, con la individuazione delle ambulanze necessarie,  la loro corretta dislocazione  e nella predisposizione di punti di assistenza, anche fissi, per offrire assistenza locale. Anche gli ospedali coinvolti devono essere allertati, per essere pronti ad accogliere, in caso di necessità, un numero elevato di soggetti infortunati.

 

Tra le ulteriori misure tecniche di supporto alla manifestazione, si chiede di installare un impianto di diffusione sonora, che possa dare istruzioni specifiche ai presenti, evitando il diffondersi di notizie incontrollate, che spesso sono prodromiche a situazioni di crisi.

Neanche a dirlo, occorre studiare l’opportunità di introdurre il divieto di somministrazione e vendita di alcolici e altre bevande in bottiglie di vetro, che hanno dimostrato quanto possano essere rischiose  per i presenti.

Dall’esame del documento, le valutazioni di chi scrive sono particolarmente positive, soprattutto in riferimento alla già menzionata integrazione di security e safety, che oggi purtroppo in molte disposizioni legislative non sono così strettamente collegate

L’ormai famoso decreto legislativo 81/2008 spesso viene interpretato solo in riferimento a rischi di safety, mentre i rischi di security, i cosiddetti rischi antropici, sono spesso sottovalutati.

Ben venga quindi questa circolare, le cui indicazioni possono essere sicuramente studiata attentamente e, almeno in parte, applicate, anche in contesti non così estremi, come appunto i grandi eventi.

Anche un supermercato, particolarmente affollato di sabato pomeriggio, può sicuramente trarre utili indicazioni di questo prezioso documento.

Adalberto Biasiotti